|
Banda musicale di Cannara |
|
Scritto da Fabrizio Ortolani
|
|
Nasce nel 1843 col nome di Società Filarmonica ad opera di dieci giovani cannaresi sotto la direzione di Antonio Capodacqua, maestro di Cappella di Spello (Perugia). Sostenuta dal municipio, ottiene l’approvazione ufficiale il 24 ottobre 1846, mediante un rescriptum del card. Giuseppe Mezzofanti, prefetto della Sacra Congregazione degli Studi nello Stato Pontificio, che ne approva anche il Regolamento organico. Tra le sue prime sortite solenni, va ricordata quella del 7 maggio 1857 a Spello, in occasione della visita in Terra umbra di papa Pio IX. Nel 1862 si dota della prima divisa ufficiale, secondo il modello della Guardia Nazionale, e cambia la denominazione in Corpo di musica municipale, che nel 1885 si modificherà ancora in Concerto comunale. Prestigiose figure di direttori si alternano alla sua guida: Bellino Belli (1876-1893), Ermete Stella (1893-1913), del quale un allievo d’eccezione sarà Giuseppe Savini, un giovane cannerese destinato a diventare famoso concertista e compositore apprezzato in Italia ed all’estero, soprattutto in Francia, dove diventerà direttore del Conservatorio musicale di Parigi negli anni Venti. |
|
Leggi tutto...
|
|
Statuto di Cannara (secolo XVI) |
|
Scritto da Fabrizio Ortolani
|
|
Maria Grazia Nico Ottaviani,
Statuto di Cannara (secolo XVI),
Perugia, Deputazione di Storia patria per l'Umbria/Pro Loco di Cannara, 2001.
Il manoscritto è conservato presso l’Archivio parrocchiale di Cannara, è membranaceo e si compone di 99 carte delle dimensioni medie di mm 350x285. La raffilatura, coeva alla legatura (moderna, in cartone, con fogli di guardia cartacei), ha tagliato qualche annotazione marginale e in alcuni casi la R maiuscola di R(ubrica) nel margine sinistro.
In generale però si può dire che il manoscritto sia in buono stato di conservazione, fatta eccezione per le cc. 1r e 2v dell’Index rubricarum dove l’inchiostro appare molto sbiadito, così come nel margine inferiore delle cc. 36v, 38v, 39r, 41v, 42r, 43v, 46v, 49v, 57r, 75v-76r, così da rendere necessario l’uso della luce di Wood. Solo in pochi casi (cc. 38v-39r e 41r) una mano successiva ha ripassato alcune delle parole sbiadite, cercando di restituire il testo originale. Una vasta macchia a c.41r ed altre più piccole alle cc.68v-69r non compromettono l’intelligenza del testo. La rasura delle righe finali del cap. XXIV (c. 84v) si deve probabilmente a intervento successivo: le ho restituite alla luce di Wood. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Collemancio e Urvinum Hortense |
|
Scritto da Fabrizio Ortolani
|
|
Accanto al borgo medievale di Collemancio di Cannara, situato su un esteso pianoro a una decina di chilometri dall'odierno centro di Foligno, si possono ammirare i resti dell'antico municipio romano di Urvinum Hortense. Il centro antico occupa la propaggine sud-occidentale della collina ad una quota di 526 metri dal livello del mare ed è collocato in un punto di grande bellezza paesaggistica dal quale si può dominare gran parte della valle del Tevere; da qui il visitatore può abbracciare con lo sguardo un orizzonte vastissimo chiuso a nord-est dalla catena appenninica umbro-marchigiana ed alle spalle, a ovest, dai monti Martani. Di lontano, volgendosi verso Perugia si scorgono le alture dell'Appennino umbro-toscano. L'ubicazione dell'antica città romana contrasta con quella di altri centri romani di antica fondazione quali Assisi (Asisium), Spello (Hispellum), Bettona (Vettona) e Trevi (Trebiae) posti tutti su alture che si affacciavano direttamente, ma ad una quota altimetrica decisamente più bassa, sulla pianura sottostante. La posizione dominante del luogo fa ritenere che Urvinum Hortense dovesse rivestire un particolare ruolo di controllo sia sulle città di media costa appena sopra elencate, sia su quelle di pianura quali Foligno (Fulginium), S.Giovanni Profiamma (Forum Flaminii) e Spoleto (Spoletium). |
|
Leggi tutto...
|
|
Scritto da Fabrizio Ortolani
|
|
Le due succinte presentazioni, pubblicate da Giuseppe Bianconi in Cannara del 1865 e da Giulio Baldaccini in Condizioni Agricole ed Economiche del territorio di Cannara del 1882, contengono due fondamentali considerazioni: la prima relativa alla favorevole condizione oro-idrografica di Cannara, determinante per le origini stesse del borgo, la seconda inerente la sua centralità nella valle umbra, che ben si esplica nella dipendenza, seppure sotto tre diversi profili, da Foligno, Spello ed Assisi. Queste due ragioni hanno determinato e, potremmo dire, condizionato le sorti del borgo sin dalle sue origini. Secondo una tradizione locale Cannara sarebbe stata fondata dal conte di parte guelfa Valerio Ranieri, che nel 1162, in occasione della terza discesa del Barbarossa in Italia, avrebbe lasciato Perugia per rifugiarsi insieme ad altri nobili in questi luoghi paludosi. La base "leggendaria" del racconto, determinata forse dalla necessità di nobilitarne le origini, si inserisce tuttavia in un circostanziato contesto, poiché è nel corso del XII secolo che Cannara inizia ad avere un organico sviluppo urbanistico-economico ed una rilevanza nelle vicende storiche della media valle umbra. |
|
Leggi tutto...
|
|